Leggi il Testamento

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La sera dell’8 Settembre 1980 Lorena disse alla mamma: «Mamma, ho fatto testamento, quando muoio lo darai a don Ugo, lo metto qui», e indicò il posto nella libreria dove lo avrebbe riposto. Dopo la sua morte, Tonino, il fratello, si ricordò di quanto detto da Lorena, così la mamma trovò una busta gialla contenente un foglio scritto dalla mano di Lorena, il cui testo è riportato qui di seguito

 

Roma, 8 settembre 1980.

Io, Lorena D’Alessandro, esprimo, nel pieno delle mie facoltà mentali, le ultime volontà (che vi prego di rispettare).
Il mio corpo dovrà essere tumulato nella terra, in una bara, il più semplice possibile.
Non voglio fiori al mio funerale, i soldi che devono essere così inutilmente spesi, siano inviati come aiuto alle missioni dei padri Benedettini Silvestrini.
Vorrei che il rito fosse concelebrato dai sacerdoti della mia parrocchia e da Giorgio e Vincenzo; sull’esempio di tutti loro ho capito cosa vuol dire vivere in Cristo e per Cristo.
Vorrei che ad animare il rito fossero i miei fratelli catechisti: cantino inni di gioia perché la morte è una liberazione, è un passare alla gioia eterna.
Non voglio assolutamente che si porti lutto. Non servitevi di banali atti esteriori, ma serbate il mio ricordo nel cuore; non piangete, ma gioite per me, perché finalmente, se il Signore mi riterrà degna, potrò partecipare alla gioia eterna.
Se le condizioni della mia morte lo richiedessero, sia autorizzata l’autopsia.
Dono tutti i miei organi, se le malattie che ho avuto lo permetteranno, a chi soffre.
Voglio che il quaderno delle poesie sia bruciato o dato a Rossana (se lo vorrà…).
Lascio (come scrisse Follereau) tutto il bene che ho fatto, lascio i poveri del mondo, lascio chi soffre nello spirito e nel corpo, alle preghiere di tutti.
Scusatemi se chiedo molto, ma vi scongiuro di rispettare quanto ho scritto.
Con infinito amore Lorena.

Nel rileggere questa lettera ho notato che non avevo scritto nulla riguardo la mia vita. Sarebbe mio desiderio parlarvi delle persone che, oltre la mia dolcissima famiglia, ho più amato.
Per prima cosa vorrei rivolgermi ai fratelli della comunità, vi ho amato immensamente! Perdonatemi per tutte quelle volte che la mia sciocca presunzione vi ha fatto soffrire. VI AMO TUTTI TANTO, SIETE PARTE DI ME.
Nico e Paolo amori miei… E ho detto tutto! Vi voglio tantissimo bene anche se a volte mi avete trattato un po’ duramente (per il mio bene, l’ammetto). State vicino a Rossana … soprattutto tu Nico… io continuerò a vivere nel vostro amore. Pensatemi ogni tanto, vogliatevi sempre bene, ve ne prego.
Lisa non trovo altro da dirti se non perdono, perdonami se non sono riuscita a volerti bene come tu me ne hai voluto… Sappi, comunque, che sei stata importante nella mia vita, ti voglio bene.
Lorella, perdonami, ti ho odiata, tanto ed intensamente. Il mio cuore che non conosce più l’odio riesce solo ora a chiederti completamente scusa. Pregherò per te.
Ed ora viene il bello, Rossana. Eh! sei stata una delle basi della mia vita, ti ho voluto immensamente bene, con te sono riuscita veramente a capire cosa volessero dire quelle parole «AMATEVI COME IO VI HO AMATI»… Ma ora qualcosa più forte del nostro affetto ci divide, la morte ha scritto THE END sulla storia della nostra amicizia, ma non è finita, io ti ho amata e ti amerò sempre dell’amore vero, che neanche la morte può fermare, dell’amore che viene da Cristo.
Con infinito amore Lorena.

Papà e mamma siete stati ì genitori più forti del mondo. Vi amo immensamente: Tony e Sissy siete stati un po’ fracassoni comunque… siete due tesori. Tony, se entrerai in seminario pregherò per te; se invece ci ripenserai ricorda che non solo i sacerdoti sono al servizio dei fratelli.
Pensatemi ogni tanto. Abbracciate nonna, zia Giulia, zio Ezio, l’altra nonna e tutti gli zii e cugini per me. Pregherò per voi.

Lorena


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